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2006
one-man photo exhibition, Spazio della Volta, Archifax, Genova
photo exhibition, Galleria Petrarte, Pietrasanta (Lucca)
one-man photo exhibition, Bar Lungo, Codogno (Milano)
one-man photo exhibition, SpazioInMostra, Milano
one night meg+Duty Gorn, Atomic Bar, Milano

2005
one-man photo exhibition, Le Biciclette, Milano



In un tempio dell’effimero, del corpo perfetto,
di plastica.
Plastica nei seni. Plastica che sostituisce carne mancante.
Plastica per la scalata sociale.
Plastica per l’accettazione sociale.
Là dove un corpo perfetto è venduto addobbato
su di una passerella. Qui dove un corpo nudo
è regalato alla mente di ognuno di noi.
Con le mosse della moda.
In un luogo alla moda. Per scelta. Per scherzo.
Per beffa di quelli che passeranno di lì,
quando l’occhio distratto poseranno.
Là dove la perfezione, la carne, è soldo.
Qui dove l’imperfezione è riflessione. O forse no.
Ed io avrò vinto.


Nel luogo della forma è ancora possibile trovare un contenuto?
Imperfezione, difetto, fascino
che non riesce a risiedere nella parola normale.
Afonia di una violenza armonica.


Luce e buio.
Luce che taglia in due un corpo.
Luce che abbaglia, luce che pone un accento.
Corpo, carne, simmetrie.
Taglio. Netto.
Ricomposizione di un’armonia complessa
a seguito di un taglio asimmetrico.
Linea forte, tensione tra due parti di un corpo
con una storia che segna duramente morbide forme.
Femminilità complessa.


Corpo duro. Corpo molle.
Luce dura. Linea morbida.
Labbra serrate. Occhi assenti.
Seni turgidi. Cesura fallica.


Occhi.
Negazione di uno sguardo indagatore;
dominio di un corpo indagato.
Scoperto, messo in vetrina.